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Norme di conformità di un impianto Tv Sat

Di seguito alcune indicazioni di massima  che garantiscono il corretto funzionamento di un impianto Tv Sat e la conseguente rispondenza alle norme dal punto di vista tecnico e funzionale.

I seguenti parametri funzionali sono tra quelli di cui tenere conto per valutare un impianto:

livelli minimi e massimi dei segnali alle prese di utente.
dislivello massimo ammesso tra i diversi segnali sia dello stesso tipo sia di tipo diverso.
rapporto C/N dei segnali alle prese di utente.
tasso di errore BER dei segnali alle prese di utente.
disaccoppiamento fra le prese di utente.
variazione della risposta in frequenza entro un canale.
dislivello tra portante e le interferenze.

Se la progettazione è corretta e i materiali sono di qualità e sono stati scelti con caratteristiche idonee e conformi alle caratteristiche dei luoghi di installazione e esiste rispondenza con le caratteristiche sopraindicate, il funzionamento globale dell'impianto è conforme alle normative anche dal punto di vista tecnico.

Analiziamo nel dettaglio le voci principali e di più facile comprensione, tralasciando quelle concettualmente più complesse:

Livello dei segnali alle prese di utente:
Tutti i segnali televisivi distribuiti in un impianto collettivo devono avere un livello tale da poter essere ricevuti dagli utenti continuativamente e con un determinato grado di qualità. Tra i parametri che influenzano questa esigenza vi è sicuramente il livello che, nel caso dei segnali digitali, assume la connotazione di “potenza”.
Un segnale che ha una scarsa intensità produce un livello o una potenza che lo rende non ricevibile, mentre un segnale che ha una intensità troppo forte produce un livello o una potenza eccessiva, potenza che satura il gruppo di sintonia dei decoder al punto da non rendere possibile la ricezione.
Le norme infatti prescrivono una gamma di valori entro la quale il livello dei vari segnali deve poter stare. Un livello ottimale alla presa dovrebbe essere compreso tra i 68 e i 75 db/microvolt.

Dislivello tra i segnali alle prese di utente:
Un parametro importante riguarda le differenze di livello ammesse tra i vari canali distribuiti, considerando sia i casi in cui vi siano canali della stessa natura sia di natura diversa. I canali Dtt distribuiti nell’impianto Tv non potranno avere tra loro un dislivello maggiore di 3 dB – se adiacenti – e 6 dB, se distanti tra loro più di 60 MHz. Rispetto ai canali analogici AM-TV i segnali Dtt dovranno avere un dislivello minimo di 9 dB, ovvero dovranno stare almeno 9 dB sotto il livello dei segnali analogici.

Rapporto C/N dei segnali alle prese di utente:
Tutti i contributi di rumore introdotti soprattutto dagli amplificatori inseriti nell’impianto si ripercuotono sulla qualità finale dei segnali forniti dalle prese Tv dell’impianto. Le norme stabiliscono che il rapporto tra il livello della portante analogica o la potenza del canale digitale “C” e il rumore “N” debba essere maggiore di:
- 44 dB per i segnali analogici terrestri AM-TV;
- 11 dB per i segnali digitali satellitari QPSK (code rate 2/3);
- 31 dB per i segnali digitali via cavo QAM;
- 27 dB per i segnali DTT COFDM (8k, code rate 2/3). Appare chiaro che misure cosi accurate possono essere effettuate solo da antennisti e tecnici specializzati dotati di apposite apparecchiature, dette misuratori di campo e analizzatori di spettro.

Disaccoppiamento fra le prese di utente:
Per garantire quello che in gergo viene chiamato “isolamento” o “separazione” tra due prese collegate allo stesso impianto, si devono utilizzare apparecchiature come prese in cascata, derivatori e divisori che garantiscono un disaccoppiamento di 42 dB per qualunque segnale analogico o digitale distribuito in banda VHF, 36 dB per i segnali distribuiti in gamma UHF e 30 dB per i segnali distribuiti in 1ª IF, ovvero i canali IF. Questo è uno dei motivi per cui si rende necessario utilizzare sempre dispositivi per la distribuzione come prese, derivatori, partitori ecc. In effetti introducono attenuazione che deve essere compensata amplificando adeguatamente i segnali, ma vi siete chiesti come mai sono utilizzati visto che attenuano i nostri segnali? Non sarebbe più opportuno collegare tutti i cavi assieme e spendere meno per amplificare? Domanda lecita... La realtà è che la loro attenuazione è si una conseguenza negativa, ma che viene bilanciata da due fattori, il primo è quello di mantenere costante l' impedenza di tutta la rete, e quindi l'adattamento corretto delle connessioni, e il secondo, per tornare al nostro argomento principale, è quello di introdurre appunto questa attenuazione inversa che, ad esempio, evita che eventuali segnali spuri generati dagli oscillatori degli apparecchi riceventi se ne vadano in giro per l' impianto. 

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