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Verifica e controllo periodico impianti elettrici

Questo articolo illustra gli ambiti di applicazione del DPR 462/01 relativamente all'obbligo di verifiche periodiche sugli impianti elettrici. La finalità è incentrata sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro.

La legge in vigore elenca in questo modo le tipologie di impianti soggetti ad obbligo di verifiche periodiche:

-Impianti elettrici di messa a terra;

-Installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche;

-Impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione.

L'obbligo di verifica è scattato nel gennaio del 2002 per tutti i datori di lavoro, e quindi in tutti gli ambiti in cui la legge riconosce le figure di " lavoratori dipendenti".

La modifica rispetto al passato è che, mentre le verifiche precedenti erano affidate all'ispesl, adesso è il datore di lavoro che ha l’obbligo di richiedere e far effettuare le verifiche secondo le nuove periodicità. Parlando appunto di periodicità, il DPR specifica tra i seguenti casi quelli riconosciuti con obbligo di verifica biennale:

-gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dalle scariche atmosferiche in luoghi con pericolo di esplosione

-gli impianti di terra e gli impianti di protezione dalle scariche atmosferiche a servizio di:

a)

Cantieri, cioè luoghi in cui vi siano impianti elettrici temporanei per: lavori di costruzione di nuovi edifici, lavori di riparazione, trasformazione, ampliamento o demolizione di edifici esistenti, lavori di movimento terre, lavori simili (interventi di manutenzione in banchine, costruzione di teleferiche, ecc.)

b)

Ambienti a maggior rischio in caso di incendio cioè quelli definiti da CEI 64-8 sez. 751, cioè:

-Attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco, cioè ad esempio: locali di spettacolo e trattenimento in genere con un massimo affollamento ipotizzabile superiore a 100 persone; alberghi, pensioni, motels, dormitori e simili, con oltre 25 posti-letto; scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie e simili per oltre 100 persone presenti; ambienti adibiti ad esposizione e/o vendita all'ingrosso o al dettaglio, con superficie lorda superiore a 400 mq, comprensiva dei servizi e dei depositi; stazioni sotterranee di ferrovie, di metropolitane e simili; ambienti destinati ai degenti negli ospedali e negli ospizi, ai detenuti nelle carceri ed ai bambini negli asili ed ambienti simili, edifici pregevoli per arte o storia oppure destinati a contenere biblioteche, archivi, musei, gallerie, collezioni e comunque oggetti di interesse culturale sottoposti alla vigilanza dello Stato, ecc.

 -Edifici con strutture portanti in legno.

-Ambienti nei quali avviene la lavorazione, il convogliamento, la manipolazione o il deposito di materiali combustibili (ad s. legno, carta, lana, paglia, grassi lubrificanti, trucioli, manufatti facilmente combustibili), e/o materiali esplosivi, fluidi combustibili/infiammabili, polveri combustibili/infiammabili con modalità tali da non consentire loro il contatto con l'aria ambiente a temperature uguali o superiori a quella d'infiammabilità, quando la classe del compartimento antincendio considerato è pari o superiore a 30. Gli ambienti nei quali avviene la lavorazione, il convogliamento, la manipolazione o il deposito di materiali esplosivi, fluidi infiammabili, polveri infiammabili con modalità tali da consentire loro il contatto con l'aria ambiente a temperature uguali o superiori a quella d'infiammabilità, invece, sono classificabili come "Luoghi con pericolo di esplosione", e dunque soggetti alle relative verifiche di impianto a cadenza biennale.

c)

Locali adibiti ad uso medico, cioè destinati a scopi diagnostici, terapeutici, chirurgici, di sorveglianza o di riabilitazione, inclusi i trattamenti estetici (ad es. sala massaggi, ecc.).

In tutti gli altri casi, e quindi non inclusi nell'elenco precedente, la periodicità del controllo è fissata in anni 5

Particolare attenzione va posta in merito alle certificazioni di avvenuto controllo e verifica che possono essere rilasciate da appositi soggetti riconosciuti dal Ministero delle Attività Produttive, sulla base della normativa tecnica europea UNI CEI, o in alternativa da Asl/Arpa. Pertanto le imprese installatrici e/o i professionisti in genere non possono eseguire verifiche e certificazioni per questa specifica applicazione.

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