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Dimmer e varialuce

Il dimmer è un regolatore elettronico utilizzato per controllare la potenza assorbita da un carico. In italiano è conosciuto anche come varialuce. Esistono vari sistemi per il controllo della potenza, partendo da un reostato per il controllo della tensione, inserendo cioè in serie una resistenza (che però dovrebbe smaltire molto calore), usando un autotrasformatore, ingombrante e poco pratico, ed altri sistemi sperimentati nel tempo e successivamente perfezionati. L’elettronica in questo caso ci viene in aiuto, utilizzando componenti a basso costo ed elevata miniaturizzazione, si possono realizzare ciò che conosciamo come “varialuce” o “dimmer” che deriva dal verbo inglese “to dim” e cioè abbassare.

Il primo vantaggio del dimmer è l’efficienza, infatti il controllo della potenza avviene parzializzando le semionde del segnale alternato di rete, in poche parole, questi dispositivi realizzano lo stesso risultato che otterreste voi, se foste in grado di inserire e disinserire un interruttore in modo tenerlo su ON per 0.4 secondi e su OFF per 0.2 secondi, e questo in modo continuo; in pratica facendo una media della tensione che arriva alla vostra lampada, questa non sarebbe più di 220V ma ad esempio di 147V ; quindi diminuendo la tensione anche la corrente assorbita diminuisce e la luminosità si abbassa. I componenti più comuni utilizzati per questi circuiti sono TRIAC ed SCR. Tornando all’efficienza, dall’esempio appena esposto potete capire da voi che la parte dell’energia che non arriva alla lampada non viene dissipata da nulla, semplicemente non viene assorbita perché il dispositivo la “taglia”.

Il varialuce tuttavia essendo in se un circuito oscillante, potrebbe dare luogo a qualche problema... ne elenchiamo alcuni:

Disturbi: Le commutazioni del componente attivo (SCR o TRIAC) particolarmente quando si richiede metà della potenza disponibile, generano disturbi che richiedono dispositivi di filtraggio costosi ed ingombranti. Nonostante i varialuce omologati ed a norme possiedano un sistema di filtraggio, questo potrebbe in alcuni casi non essere sufficiente e si potrebbero immettere sulla rete di alimentazione armoniche di corrente.

Ronzii: Nel controllo di carichi pesanti talvolta l’induttore di protezione particolarmente se non di tipo toroidale può generare dei fastidiosi ronzii. Lo stesso problema a volte é causato dalle vibrazioni del filamento delle lampade e  le oscillazioni del dispositivo, possono anche ripercuotersi sugli impianti audio di bassa frequenza.

Indebite aperture del magnetotermico del contatore ENEL:

In alcuni casi, l'utilizzo dei varialuce in un impianto elettrico provvisto del nuovo contatore elettronico installato dall'ENEL e  predisposto per la tele lettura del consumo, può portare allo sgancio saltuario dell'interruttore magnetotermico integrato nel contatore. L'intervento del dispositivo avviene nel caso si abbia in funzione una somma di carichi che si avvicina al nostro massimo contrattuale, nei casi più comuni 3 KW. L'inconveniente si verifica in concomitanza dell'accensione di una lampada tramite un varialuce, durante il funzionamento di elettrodomestici ad alto consumo (tipo lavatrice, boiler, ferro da stiro, ecc.), nonostante la somma delle potenze impegnate risulti inferiore al limite di contratto, il circuito elettronico del contatore rileva i brevissimi e occasionali impulsi di tensione generati dal componente elettronico che gestisce il varialuce; questi impulsi contribuiscono ad elevare il valore istantaneo della corrente letta dalla logica del contatore, simulando in un tempo transitorio un consumo in apparenza più elevato che porta allo sgancio del magnetotermico.

Concludiamo specificando che la scelta del tipo di varialuce più adatto a seconda delle esigenze, va fatta tenendo conto di alcuni fattori fondamentali:

La potenza massima da controllare e la tensione del carico.

Ciò che il varialuce vede in uscita, e quindi se si tratta di un carico resistivo, tipo lampade ad incandescenza servirà un dimmer per carichi resistivi, se diversamente il primo circuito che il varialuce vede alla sua uscita è un trasformatore toroidale che alimenta a bassa tensione lampade dicroiche, faretti ecc. servirà un dimmer per carichi induttivi.

Ricordate infine che molti dispositivi elettronici e/o certi tipi di lampade, per via delle proprie caratteristiche costruttive, non si prestano ad essere regolate, quindi chiedete prima ai vostri fornitori le specifiche degli utilizzatori.

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